L’intervista a Fabio Morelli

Che personaggio Fabio Morelli! Ascoltarlo è stato come rivivere gli ultimi sessant’anni di storia della Lunigiana. Aneddoti curiosi, racconti, storie e tradizioni. Per chi non fosse stato presente, questo il testo dell’intervista…

Quando ha aperto la sua osteria?

Ho aperto il ristorante negli anni Sessanta, all’epoca servivamo solo spuntini con vino nostrale. Era un sacrificio perchè non c’erano le strade e quando andavamo nei piccoli paesi  a comprare il vino, dovevamo trasportarlo sulle spalle. Mia moglie cucinava, sono stati i clienti a chiederle di preparare anche pranzi e cene.

Le piacerebbe che le sue cantine diventassero un museo?

Molto, a patto che restino così come sono. Io sono anche socio fondatore del Museo etnografico di Villafranca e mi piacerebbe che le persone visitassero le mie cantine.

Come ha fatto a promuovere le sue cantine solo con il passaparola?

Non saprei..forse sono stati i miei clienti a farmi pubblicità! Mi ha anche contattato l’Università di Pisa per un progetto di classificazione dell’uva e io li ho aiutati volentieri.

Com’è stato essere inserito nella famosa guida di Luigi Veronelli?

Una grande soddisfazione. Veronelli amava i locali piccoli, per questo ha scelto la mia osteria. Una volta gli servii un vino con l’etichetta e lui mi disse che avevo preceduto le normative di legge che prevedevano di sapere cosa si mangiava e beveva.

Quanti clienti ha avuto?

Non saprei contarli, ma tutti mi hanno lasciato un commento sui libri che custodisco gelosamente. Mi piaceva servire i piccoli gruppi, così potevo spiegare loro un pò di storia di quello che stavano mangiando e bevendo. E poi lasciavo sul tavolo bicchieri e bottiglie vuote, ricordo che una volta dei giovani di Parma avevano raggiunto il record di quattro bottiglie a testa.

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